ByLudo/ Ludovica Cirillo è uno degli stilisti già presenti nel nostro portale. Ci fa piacere comunque riportare una interessante intervista di Josefina Fattori

ByLudoNella Storia dell’Arte sono numerosi gli esempi di come il “riuso” sia una pratica impiegata da pittori e scultori. Ma, se l’eco-fashion e gli eventi musicali ad “impatto zero” suscitano interesse nel pubblico giovanile, la speranza è che in un vicino futuro chiunque possa comprendere l’importanza dell’ecologia. Sicuramente “riciclo” ed “ecologia” sono concetti basilari per l’attività di Ludovica Cirillo – giovane designer e studentessa d’architettura – autrice della linea bijou Eco-Tech “ByLudo”. Selezionata nel 2011 come “Giovane Talento Italiano” dal Comitato Scientifico del Ministero della Gioventù, Ludovica Cirillo parte da un riciclo reale e mirato per creare parures esclusive, interamente realizzate con materiali tecnologici di recupero. Anche la Moda si rende responsabile – e consapevole – delle conseguenza che può avere sul Pianeta.

Parlaci della tua linea di accessori “ByLudo”. Com’è nata?

“Non mi sono ispirata a qualcosa di preciso. Sin da piccola sono stata molto sensibile al tema dell’inquinamento ambientale, e tuttora risentiamo delle problematiche dello smaltimento dei rifiuti tecnologici. Anche la sottoscritta da teenager ha “collezionato” auricolari fuori uso: avevo riempito un cassetto di “rifiuti tecnologici” e così ho avuto l’intuizione di trasformarli in oggetti decorativi. La prima collana di auricolari indossata da mia madre ha ricevuto molti consensi all’estero: in particolare a Berlino, dove le persone l’avvicinavano incuriosite dall’insolito bijou. Da allora ho sviluppato varie parures, fino alla mia prima mostra personale nel 2010 al Margutta RistorArte di Roma, alla quale hanno partecipato Roberto Capucci, Fausto Sarli, Renzo Arbore, Pino Ammendola ed Ilaria Venturini Fendi che – nel suo negozio di Roma “RE(f)USE” – ospita i miei bijou. Per Patrizia Pieroni ho creato una collezione sul tema “Vacanze Romane” ispirandomi agli accessori di Audrey Hepburn. Ho rivisitato il classico “Albero di Natale”, inventato il Servizio Eco-Tecno per la “Tavola di Nozze” e persino gli origami giapponesi sono stati contaminati dai miei tasti (di computer), trasformandosi in pezzi artistici per l’asta di beneficenza di “Emergenza Origami” a favore del Giappone terremotato.”

Hai collaborato al progetto “X-Arte” dell’artista Graziano Cecchini: anche questo progetto si basa sul concetto del riciclo? In che termini?

“Nei laboratori d’Alta Moda alcune stoffe restano inutilizzate: abbiamo chiesto agli atelier di Renato Balestra, Sarli, Gattinoni, Camillo Bona e Piattelli di donarcele…insieme ai manichini ed utensili dimessi, per creare pezzi di design artistico.”

Cosa rappresenta l’opera “Le Tre Grazie – Idea, Tendenza, Esigenza”? L’arte si basa anche sulla Tendenza? E su che tipo d’Esigenza?

“È un omaggio all’Alta Moda ma vuole trasmettere il messaggio che la Moda è fatta anche per le persone fisicamente “imperfette”. La base dell’installazione è tecnologica perchè la Moda non può fare a meno della tecnologia: un enorme rocchetto avvolto da filo elettrico simboleggia l’operosità dell’artigianato italiano. I tre manichini rappresentano i concetti base della realizzazione dell’opera: l’esigenza di usare materiale di riuso può diventare una tendenza. Da qui l’idea di trasformare il materiale riciclato per abiti ed opere di design artistico.”

Perché si dovrebbe fare Moda ed Arte con oggetti riciclati? Non si rischia di rivisitare l’Arte Povera e il Vintage?“Non credo che i mie bijou siano vintage; si proiettano verso il futuro recuperando il passato in maniera diversa!”

Due settimane fa sei stata invitata agli “Incontri di YAP” (Young Architect Program) – al Maxxi Architettura di Roma – per raccontate il tuo percorso artistico e creativo. Qualche anticipazione sui progetti futuri?

“Nell’incontro a YAP ho ripercorso tutte le mie esperienze, insieme ai mentori che hanno scommesso su di me come Claudio Franchi – orafo del papa e studioso di bijou d’autore – promotore di un concorso per il quale sono stata selezionata. Quindi le mie creazioni stanno partecipando ad una mostra itinerante che, dopo aver toccato il “Museo delle Arti Decorative” a Milano, proseguirà ad Ottobre 2012 al “Museo del Bijou” a Casalmaggiore (CR), unico museo del genere in Italia.” (L’UNICO)