Intervista di Teresa Mancini

Antonio Martino Couture è?
Non dovremmo rispondere noi a questa domanda ma le nostre clienti. Rischiamo di essere presuntuosi.

Tre cose che ami, tre cose che detesti?
Tre cose che amo sono le più difficili da definire, perché non mi soddisfa mai nulla. In questo momento amo il colore, il dettaglio ed il design. Le cose che odio sono difficili allo stesso modo per lo stesso motivo; quello che proprio non sopporto è l’ipocrisia, il cattivo gusto e la staticità.
A 15 anni cosa volevi diventare?Uno stilista, ofcourse!

La tua parola preferita?
Couture.

Una parola che aboliresti dal dizionario italiano?
Falsità.

Felicità è…?
Poter continuare a fare lo stilista.

Hai il potere assoluto per un giorno: la prima cosa che fai?
Mi prendo un giorno libero.

Il vero lusso è?
Poter seguire le proprie passioni.

Se fossi un tessuto saresti?
Jeans.

Gonna o pantaloni?
È indifferente. Dipende tutto dal design.

Cosa ti piace di più del corpo di una donna?
Il decolleté.

La stagione che preferisci?
Inverno. Adoro i cappotti e tutti i capo spalla.

Taglia 38 o 42?
Assolutamente 42.

Eleganza o comodità?
Un’eleganza comoda.

Un posto dove ti vengono le idee?
Ovunque, le idee possono arrivare nei posti più inaspettati. Non è il posto che mi stimola l’idea.

Cosa attrae la tua attenzione?
L’eleganza. La bellezza classica.

Tabù è?
Le spalline di silicone trasparenti. Sono out!

Di cosa hai paura?
Di non poter esprimere al meglio la mia creatività.

La tua epoca preferita?
Ogni epoca ha il suo fascino.

Valentino o Galliano?
L’innovazione di Gallianocon lo chic di Valentino.

Frasi viste sui muri o t-shirt?
Frasi viste sui muri.

Bianco o nero?
Rosso.

Versatilità vuol dire?
Adattarsi ad ogni situazione. Praticità.

Via Montenapoleoneo Via Condotti?
Via Condotti.

Cosa non indosseresti mai?
Diamanti.

Le persone si dividono in?
Amici e opportunisti.

Se dico Italia pensi a…?
Casa.

La modella ideale per i tuoi abiti?
Quelle che sfilano per me.

Tre aggettivi per il madein Italy?
Unico. Glamour. Avanguardia.

La cosa migliore dell’essere Antonio Martino?
Preferirei rispondere fra qualche anno.

Un augurio per il futuro?
Di poter crescere e fare sempre quello che amo.

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